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Il mindset imprenditoriale come stile di vita

A partire dalla fine degli anni '80 e per tutto il ventennio successivo, complice anche il benessere economico diffuso, molte persone hanno optato per un quelli che mi piace definire "lavori rifugio".

Solitamente questa definizione la sentiamo associata al termine "beni", quando ci riferisce a materie prime come l'oro, che hanno un valore intrinseco, "reale", che tende a non perdere valore a seguito di un incremento del livello generale dei prezzi. Beni che quindi possiamo considerare sicuri.

Ecco che dalla fine del secolo scorso e per i primi 5/10 anni di quello nuovo, attività come gestire un bar o una palestra, aprire un centro estetico, un parrucchiere o un negozio di abbigliamento, sono diventate il lavoro (apparentemente) sicuro di coloro che, stufi di lavorare da dipendenti, hanno scelto di mettersi in proprio e di auto definirsi imprenditori.

Le caratteristiche comuni di queste attività erano principalmente:
1) limitato investimento iniziale
2) competenze operative facilmente assimilabili

Ecco quindi che, partendo da una piccola passione personale (la cura della propria persona, lo shopping) o da esperienze giovanili (come barista o cameriere), arricchite da qualche settimana di corso professionale, chiunque era in grado, con un piccolo investimento preferibilmente finanziato dalla banca, di aprire la propria attività e liberarsi definitivamente dalla schiavitù del proprio capo di fantozziana memoria, riuscendo magari a dare lavoro anche ad altri membri del proprio nucleo familiare.

Nel 2006, con la cosiddetta legge "Bersani", è arrivata la liberalizzazione delle licenze dei locali commerciali, che ha portato ad un aumento incontrollato della concorrenza, seguito dalla crisi finanziaria del 2008. Improvvisamente molte certezze sono crollate, e la passione per il proprio lavoro non bastava più a garantire il sostentamento economico.
E' iniziata la guerra dei prezzi, che spesso andava a discapito dei consumatori, e sempre impoveriva in primis il titolare dell'attività.

I più bravi hanno puntato sulla qualità, aperto un sito internet e hanno resistito fino ai giorni nostri, vedendo ridursi anno dopo anno i propri margini di guadagno e mutando profondamente il proprio stile vite. A fronte di guadagni decisamente inferiori, infatti, le ore passate all'interno dell'attività sono state sempre in aumento.

Le responsabilità erano chiare: la crisi ed il governo!
A cui, negli ultimi mesi, si è aggiunta ovviamente la pandemia legata alla diffusione del Covid-19.

Tutto vero, intendiamoci! Il "gioco" si è fatto veramente molto duro.
Perché allora ci sono aziende che prosperano, anche in questi settori, mentre in molti sono costretti alla rovina?

Fermiamoci un attimo a ragionare e per farlo partiamo dal significato della parole "imprenditore".

Il dizionario ci dice che l'imprenditore è una persona che esercita professionalmente un'attività economica organizzata ai fini della produzione e dello scambio di beni o servizi.

Se lo chiediamo a chi gravita nell'ambito delle PMI, avremo anche un paio di parametri più oggettivi: almeno 50 dipendenti e\o 2 milioni di Euro di fatturato.

Se invece cerchiamo l'etimologia del termine IMPRENDITORE, deriva dalla parola latina "prahendere" che vuol dire appunto "prendere sopra di sé", "farsi carico". L'imprenditore è quindi colui che dà inizio a qualcosa, ma qualcosa di cui "farsi carico", un compito impegnativo e di esito incerto.

Arriviamo così al vero nocciolo della questione: la passione non basta più, occorre acquisire una mentalità imprenditoriale!

Il punto da cui partire è quindi l'assunzione di responsabilità, perché se è indiscutibile che ci siano crescenti difficoltà nel gestire un'attività, è altrettanto vero che è nostro dovere fare ogni cosa possibile per far sì che questa possa esprimere al massimo le proprie potenzialità commerciali.

La qualità del prodotto e del servizio sono la base da cui partire, poi occorrono competenze di tipo manageriale: finanziarie, di marketing e comunicazione, digitali, relazionali e di gestione del team, etc.

Attenzione, non significa che il titolare debba diventare ancor più il factotum della propria attività, tutt'altro! Le nuove competenze devono servire nella scelta dei consulenti e collaboratori migliori per noi, e con "migliori" s'intende effettivamente necessari per incrementare le performance dell'azienda.

Quindi, se siete alle prese con la definizione dei vostri obiettivi per il 2021, assumetevi la responsabilità della situazione, decidete di salvare la vostra attività e pianificate l'acquisizione di queste nuove competenze.

E se non hai una partita IVA? Tranquillo, se sei arrivato a leggere sino a qui, non hai perso tempo!
Il mindset imprenditoriale è ciò che ti serve per migliorare la tua vita, ed in questo caso, l'azienda su cui lavorare sei tu!

Assumiti la responsabilità della situazione, qualunque essa sia, ed inizia a lavorare su te stesso per uscirne. Le competenze che ti servono sono molto simili a quelle citate in precedenza: la gestione finanziaria ti aiuterà prima a creare una base di risparmio e successivamente a pianificare i tuoi investimenti, il marketing sarà focalizzato sul tuo personal branding e la comunicazione, beh, mi sembra evidente che sia fondamentale per ogni ambito della vita.
In mondo in cui il limite tra off-line e on-line è sempre meno marcato, non puoi non avere conoscenze digitali e per quanto riguarda la gestione del team, sono sicuro che hai come minimo una famiglia o un gruppo di amici con cui ti relazioni.

Il 2020 ha alzato l'asticella per tutti, in ogni ambito. La differenza tra coloro che ne usciranno distrutti e coloro che lo faranno a testa alta è comunque ben salda nelle tue mani. Ora lo sai.
Agisci ora, domani potrebbe essere troppo tardi.
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