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Avere "successo" nella quarta rivoluzione industriale e nonostante la pandemia

"Non c'è mai stata un'epoca migliore di questa per essere eccezionali e non ce n'è mai stata una peggiore per essere nella media"

Scott Galloway


Questa frase si sta sempre più concretizzando nella nostra quotidianità, ed ogni giorno abbiamo l'evidenza del fatto che la cosiddetta classe media, quella a cui la maggior parte dei nostri genitori apparteneva negli anni '80 e '90, stia inesorabilmente scomparendo.

Ecco quindi che, se la nostra ambizione era quella di una vita tranquilla, in attesa della pensione, probabilmente vedremo le nostre speranze disattese, e più realisticamente dovremo combattere per tenerci un posto di lavoro che magari neppure ci piace e nel quale non stiamo bene.

E comunque, nella migliore delle ipotesi, passeremo la vita a desiderare qualcosa che non abbiamo: che sia il nuovo I-Phone o un viaggio a Dubai, l'ultimo modello della Mercedes o una villetta con giardino. Come diceva il Dottor Hannibal Lecter "il desiderio nasce da quello che osserviamo ogni giorno" e questi sono solo alcuni esempi di ciò che l'attuale sistema economico ci mostra quotidianamente e ci spinge a desiderare.

E quindi come uscirne? Come capire veramente a cosa aspirare e soprattutto, come ottenerlo?

La qualità (o skill per dirla in gergo business) più importante da acquisire è, in assoluto, la MATURITÀ EMOTIVA, ovvero la qualità che permette alle persone che la sviluppano di avere piena coscienza delle proprie emozioni. In questo, il sesso femminile è certamente una spanna avanti e molte aziende iniziano a comprendere quanto il futuro sia donna.

Attenzione! Essere emotivamente sviluppati, non significa gestire o addirittura sopprimere le proprie emozioni, bensì saperle vivere appieno, senza tuttavia farsi prevaricare da esse.

Al secondo posto, tra le caratteristiche principali del successo nell'era digitale, metterei la gestione del cambiamento. Saper andare ogni giorno a lavoro senza temere il prossimo cambiamento, ma piuttosto chiedendosi: "e se facessimo le cose in un altro modo?".

Una volta c'era il problem solving.
Ai manager si chiedeva di anticipare i problemi.

Ora PROATTIVITÀ è la parola chiave.
Ovvero la capacità di agire in anticipo sui problemi.
Evitarli e non risolverli.

Siate voi la persona che si fa venire idee realizzabili, ma anche assurde, di cui valga la pena parlare, che valga la pena provare a realizzare.


Poi abbiamo la RESPONSABILITÀ, di cui vi ho già parlato in un articolo precedente (lo trovate qui) e su cui aggiungo solo il consiglio di farvi ossessionare dai dettagli. Delegate ciò che potete, ma assumetevi comunque la responsabilità di ogni passaggio ed anche di ciò che non vi compete direttamente. Se in una situazione di estrema difficoltà (come potrebbe essere l'attuale crisi economica) ci sono competitor o persone che riescono a farcela meglio di noi, è nostra responsabilità migliorarci per raggiungere almeno quel livello (e possibilmente uno ancora migliore).

Concluso il podio delle caratteristiche di successo, occorre abituarsi ad ottenerlo (il successo).
Mi spiego meglio: nella maggior parte dei casi, le persone di vero, reale successo (e non parlo di quei manager stressati che sono costretti a lavorare 16 ore al giorno per mantenere uno stile di vita superiore alle proprie possibilità) se raggiungono traguardi in un'area della loro vita, li raggiungono in tutte. E per fare questo occorre anche sapersi circondare di persone con la medesima propensione.
I vincitori si riconoscono tra loro, mentre i perdenti hanno paura della concorrenza.

Abituarsi al successo e circondarsi di un gruppo di persone con caratteristiche simili a noi.
Ecco altre due strategie. Ma se la prima mi sembra abbastanza di facile intuizione, sulla seconda vorrei investire ancora due parole.

Nell'ambito della crescita personale, si parla spesso di "gruppo dei pari".
Cito Wikipedia: "Il gruppo dei pari riveste grande importanza nel processo di formazione e crescita dell'individuo, ma allo stesso tempo costituisce un potenziale fattore di rischio per la sua salute. Infatti, il gruppo dei pari ha certamente il potere di influenzare i comportamenti e le attitudini correlate alla salute. Può essere considerato come un'agenzia di socializzazione in grado di formare opinioni e orientare il comportamento dei singoli."

Ecco perché trovo limitante il concetto di "gruppo dei pari", in quanto viene inteso solo in positivo, quando invece nasconde un'accezione negativa, che potrebbe portare a fraintendimenti.

"Se sei la persona più intelligente della stanza, sei nella stanza sbagliata."

David Weinberger


Prediligo quindi il concetto di dispari +, ovvero di persone che hanno già superato le difficoltà che abbiamo davanti, e che possano aiutarci a superarle grazie alla condivisione della propria esperienza.
Di costoro dovremmo circondarci.

Concludo con un chiarimento. Abbiamo parlato di successo e quindi credo sia bene provare a definirlo per evitare di scadere nella banalità dell'equazione successo = ricchezza.

Il termine successo deriva dal latino successus: ‘avvenimento, buon esito’.
Parliamo quindi di qualcosa che abbia un esito favorevole, una buona riuscita.
Cosa? Lascio a te deciderlo!

“Il successo è fare quello che hai voglia di fare, quando hai voglia di farlo, dove hai voglia di farlo, con chi hai voglia di farlo, nella quantità che ti piace."

Anthony Robbins

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