Francesco Boccardo

Barista uscito dalla ruota del criceto, promuovo l'evoluzione da barista a imprenditore.
"La mia vita è un viaggio che intraprendo di corsa."
Chi sono?
Conosciamoci meglio!
Classe '85, con una formazione scientifica alle spalle, il food&beverage è il mio mondo da quando avevo 19 anni.

Dal 2009 sono papà di Martina Yore, con la quale condivido il tifo per la squadra di calcio dell'Inter.

Sono amante della lettura, dei viaggi e della buona cucina, mi piace cimentarmi continuamente in nuovi interessi, non essere mai sazio di conoscenza e sempre pronto a soddisfare le mie curiosità.

Appassionato di crescita personale, ho frequentato la Roberto Re Leadership School, e numerosi corsi di specializzazione che mi hanno permesso di acquisire comprovate competenze di gestione di team ad alte performance.

Da sempre alla ricerca di nuove sfide, nel 2020 ho fondato, insieme a dei soci, Obiettivo Bar, per condividere con i titolari dei bar gli strumenti ed i segreti utilizzati dalle grandi aziende nelle loro case histories di successo.
In 16 anni di esperienza ho svolto molteplici mansioni nel mondo del bar, che mi hanno permesso di completare a 360° il mio profilo professionale, fino ad arrivare a gestire 80 attività con 17 Milioni di Euro di giro d'affari ed oltre 250 collaboratori.

Lavorando come Concept Manager ho anche sviluppato le competenze necessarie alla creazione ed allo sviluppo di nuovi brand e format ristorativi.
Ecco come, a 23 anni, senza esperienza e con tanta paura, ho sconfitto la più grande crisi economica degli ultimi 50 anni.
E questo mi ha permesso di creare un metodo di lavoro che può resistere a qualsiasi avversità e mia figlia può testimoniarlo.
Avevo 23 anni quando mi venne affidata la gestione di un locale con un giro d’affari di 5 milioni di euro all’anno, un team di 40 persone, grandissime aspettative e pochissima esperienza.
L’anno? Il 2008.

Esatto, stavo iniziando la mia più importante sfida professionale sino a quel momento, da cui sarebbe dipeso il mio futuro, nel periodo economico peggiore degli ultimi 50 anni.

Pensa che io sono nato nel 1985 e tra le persone che dovevo coordinare mi trovai una signora che lavorava lì dal 1976 !! E dopo solo due mesi, fui costretto a spiegare a lei e ad altre 39 famiglie, che era stata aperta una procedura di cassa integrazione e che non era possibile prevedere se sarebbe stato possibile mantenere tutti i posti di lavoro.

Una situazione molto simile a quella che stai vivendo oggi, legata all’emergenza sanitaria inimmaginabile qualche mese fa.

So esattamente come ti sei sentito, quando hai dovuto comunicare ai tuoi collaboratori che li stavi mettendo in cassa integrazione, e che non avresti neppure potuto anticipar loro gli importi dovuti, per mancanza di liquidità.

Anche io non ci ho dormito la notte. E ricordo ancora lo sconforto ed il senso di impotenza che provavo quando padri e madri di famiglia mi telefonavano piangendo per chiedermi quando si sarebbe potuti tornare ad una situazione di normalità, e io non conoscevo quella risposta.

Proprio in quei giorni, la mia compagna, ignara di tutto (non le avevo detto nulla della situazione a lavoro perché, pur sapendo che non dipendeva da me, me ne vergognavo e ne sentivo la responsabilità), mi comunicò che da lì a 8 mesi la famiglia si sarebbe allargata.

Seppur molto giovani, avevamo fortemente cercato un figlio perché in fondo tutto procedeva per il meglio, la mia carriera era in rampa di lancio, e non avevamo problemi economici e quindi non c’erano motivi di indugiare.

D’un tratto, quello che avevo sempre immaginato come uno dei momenti più felici della mia vita, si intrecciò con le preoccupazioni e le incertezze che stavano dilagando a lavoro, tanto che iniziai a chiedermi se, alla nascita di mio figlio, avrei ancora avuto un impiego.

Nei mesi successivi gli incassi si ridussero fino al 40%, avevamo dovuto bloccare tutti i pagamenti ai fornitori ed il personale lavorava a rotazione per metà del rispettivo monte ore.
Esattamente come sta accadendo oggi, non sapevamo se e quando sarebbe finita quella che tutt’ora viene chiamata “La Crisi”, con la C maiuscola.
Dopo 6 mesi iniziarono a chiudere i primi concorrenti. La crisi non passava e non riuscivano più a far fronte alle spese. I più lungimiranti cessarono l’attività e ne uscirono puliti, ma senza più un impiego. Molti altri fallirono pesantemente.
Io e il team di esperti che avevo a supporto, definimmo, nel giro di poche settimane, un protocollo di emergenza. Smontammo e rimontammo tutto il modello di business, esattamente come da bambino facevo con i mattoncini Lego, quando trasformavo una barca in un drago.

Rivedemmo ogni euro di costo, l’organizzazione del personale, l’offerta, il marketing…tutto quanto!
Senza licenziare nessuno (che era una delle cose che più mi premeva), riuscimmo a definire un nuovo conto economico sostenibile, e che prevedeva anche margini per investimenti, il che significava tornare a crescere.

Avevo riguadagnato fiducia in me stesso, e contemporaneamente ero riuscito ad entrare nel cuore dei miei collaboratori, per come avevo gestito l’emergenza, con responsabilità, passione e concretezza.
Mancava ancora un mese alla nascita di mia figlia (sì, nel frattempo avevamo scoperto che sarebbe stata una bimba), e pensavo finalmente di aver traguardato il periodo peggiore, quando una delle arterie principali della viabilità che portava gli avventori nel mio locale, fu colpita da una frana.

Sarebbe stata chiusa per 90 giorni prima di essere ripristinata. Fu come ricevere un inaspettato pugno nello stomaco, di quelli che ti tolgono il respiro e per qualche istante ti sembra di morire.
Superata la botta, mi resi conto che sapevo esattamente cosa fare. In due giorni avevamo già ripianificato tutto e per i successivi 3 mesi, nonostante avessimo incassato il 19% in meno di quanto previsto, il margine non diminuì di un centesimo.

Quando mia figlia compì un anno, venni premiato per aver raggiunto il risultato record in termini di utile.

Il piano che avevamo messo in atto, vitale nei momenti di crisi, si rivelò esplosivo quando le cose tornarono a girar bene.


Quando i clienti poterono ritornare, il nostro sistema di marketing ne generava sempre di nuovi, il personale era organizzato per gestirli ed i costi rimasero stabili nonostante incassi molto più alti! Fu davvero incredibile!!

Nei successivi 12 anni ho testato e perfezionato questo sistema, e soprattutto, dal 2015, mi sono specializzato nell’applicarlo ai bar, in tutte le declinazioni: caffetterie, gelaterie, pub, birrerie, etc…

L’ho implementato personalmente in oltre 80 realtà sparse in tutta Italia, e ho aiutato altri a farlo, con gli stessi risultati del mio anno record 2009!
DA BARISTA A IMPRENDITORE

"Da Barista a Imprenditore" è un manuale pratico scritto a 6 mani, insieme a Chiara Valenti ed Ivan Riganello, soci in Obiettivo Bar. Ricco di esempi, ti guiderà nella completa gestione del tuo locale.

Diventare imprenditori è un percorso lungo e fatto di molti ostacoli da affrontare e superare con perseveranza e dedizione in un’ottica di continua crescita professionale e personale.
Adesso è il momento di migliorare e raggiungere nuovi traguardi.
Mi sono raccontato nei salotti virtuali di alcuni amici
In questi video troverai la mia storia, il mio lavoro e qualche aneddoto che mi è capitato :)

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